La croce e il mandala
I due simboli, la croce e il mandala, rappresentano il nucleo culturale e religioso dei due popoli.
Il bisogno di giustizia - ricordiamo che l'Armenia è stata la prima nazione ad abbracciare il cristianesimo - trae la propria energia più profonda dal senso della croce, mentre l'identità tibetana si alimenta col mandala, punto di forza di molti rituali buddisti e simbolo dell'impermanenza dell'esistenza.

1. Armenia, ferita aperta
è basato sulle testimonianze di uno svizzero di origine armena,
Sarkis Shahinian, che si batte da molti anni per il riconoscimento
del genocidio del suo popolo, un milione e mezzo di persone
deportate e massacrate nel 1915 dal regime dei Giovani Turchi.
La realtà del genocidio continua ad essere negata dalle autorità
politiche di Ankara e quest'ostinazione genera in molti discendenti
delle vittime un'ossessionante sete di giustizia e di verità.
2. Prigionieri di Pechino e Shangri-La
rievoca la tragedia di un popolo, quello tibetano, oppresso dal 1950
e da allora in attesa di una solidarietà internazionale che a livello
politico tarda a manifestarsi anche se il Dalai Lama, leader
carismatico, gode di una vasta popolarità.
Filo conduttore è Tashi, una donna tibetana giunta in Svizzera nel
1961, da bambina, insieme al fratellino, al momento dell'insurrezione
contro l'occupazione cinese.
3. Contenuto speciale: Armenia, patria negata
documentario di W. Weick diffuso nel 1980 nella rubrica della TSI
"Reporter".
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