La Svizzera ha raggiunto gli ottavi di finale di questi mondiali e questa sera alle 21 si gioca con l'Ucraina la possibilità di accedere ai quarti di finale. Questo grande risultato della nazionale ha acceso in tutti un grande entusiasmo e un senso di partecipazione che porta a richieste altissime di biglietti per le partite e di gadgets per sostenere la squadra.
Ci si trova di fronte ad una situazione particolare, dove scompaiono le differenze linguistiche, sociali e etniche: come siano divenuti svizzeri Djourou, Yakin, Cabanas, Senderos non importa, l'importante è...vincere!! Eppure secondo una ricerca dell'Università di Ginevra, in Svizzera si ha un alto tasso di pregiudizio verso gli stranieri.
Basterà il mondiale ad eliminare questa situazione di intolleranza? E' normale che solo lo sport riesca ad unire e mobilitare una nazione intera? Rifletterci è d'obbligo...
Patrick Müller, leader della difesa rossocrociata - 25.06.06
Giancarlo Dionisio si è soffermato con uno dei pilastri insostituibili della retroguardia della nostra nazionale, l'esperto Patrick Müller, che ora, dopo l'infortunio di Philippe Senderos, dovrà gestirla ancora di più da vero leader.
L'inviata Federica Bonetti stila un resoconto relativo allo studio della logistica di questi Mondiali, in vista dei campionato europei che si svolgeranno nel 2008 come sappiamo in Svizzera ed Austria.
Da giocatore ha debuttato nel Chiasso a 17 anni, poi ha proseguito giocando a Bellinzona, Locarno e Lugano. Finita la carriera ha inizato ad allenare, tra cui i bianconeri e le bianche casacche. Attualmente è il selezionatore della nazionale svizzera Under 17 e Köbi Kuhn lo ha chiamato come suo assistente in Germania. Pierluigi Tami, al microfono di Giancarlo Dionisio, nostro inviato al ritiro degli svizzeri di Bad Bertrich.
Nello staff rossocrociato da tempo vi è anche un grigionese, poschiavino purosangue: l'addetto stampa Pierino Lardi.
Il ticinese dello Sparta Praga, alle prese con "problemi" di lingua, spiega come si sente nella sua strana situazione di unico a non aver giocato nemmeno un minuto nelle partite di preparazione.