Pechino, si chiude! Ci vediamo a Londra per battere il record dei record battuti
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Il fuoco d'Olimpia si riaccenderà fra quattro anni, attraverso il solito rituale. E illuminerà Londra.
Vedrò di esserci, a Dio piacendo.
Ma ora mi preme di alleggerire le borse sotto gli occhi che hanno assunto una strana forma a cinque anelli. Ed anche di dar tregua al televisore di casa, rimasto acceso per ore e ore durante due settimane.
E' stato un gran bel vedere. Ma credo che siamo tutti in tantino esausti. Il troppo storpia. Il dottor Rogge, che del movimento olimpico è il gran cerimoniere, cita nel discorso conclusivo sì Pelps, sì Bolt, ma anche quell'abbraccio fraterno e distensivo (foriero di pace?) fra una georgiana e una russa.
La sacra tregua olimpica é stata violata. Sarebbe assurdo, di questi tempi, pensare che fosse davvero sacra. Ma qui ci tocca parlare di sport, non di politica.
L'evento è stato davvero grandioso, con tutto un susseguirsi di imprese che lanciano l'uomo di sport in orbite nuove. Non so bene quanti primati del mondo siano stati migliorati laddove possono essere migliorati. Cioè nelle discipline dove tempi e misure sono insindacabili. E dove non lo possono per forma (non essendoci parametri) abbiamo assistito a spettacoli inimmaginabili.
Progressi costanti in ogni dove. Se il resto dell'attività umana dovesse (o potesse) progredire seguendo il passo lesto del gran mondo dello sport potremmo star tutti molto meglio. Ma è una pura e semplice illusione.
La Svizzera esce con quel poco ch'era stato messo in preventivo: sei medaglie, due d'oro e quattro di bronzo. E qualche "piazzamento" da diploma. Il che non guasta mai. E' inutile rovistare nella botte. Dà, esattamente come i tini delle enoteche, quel che contiene. Come sostanza e come qualità.
Un terzo del totale viene da Cancellara. Con l'aggiunta di altre due medaglie (bronzini) nel settore dei velocipedi. In questo dominio siamo "fitc cuntaint", si' come ha profferito in romancio il funambolo del rampichino.
Senza assolutamente scordare che nella gara individuale di chiusura dei XXIX giochi dell'olimpiade moderna un maratoneta obvaldese è stato il primo del resto del mondo una volta tolti i grandi bipedi degli altipiani africani.
Davvero una grande impresa. Marchiata CH.
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